5 Giochi del passato che ancora piacciono ai bambini

Ultimo aggiornamento: 01.11.20

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Le ultime console propongono titoli dall’aspetto accattivante, in cui il multiplayer on line la fa spesso da padrone. Esistono però diversi titoli del passato capaci di mantenere inalterato nel tempo il loro fascino. Scopriamo insieme quelli che meritano una seconda chance.

 

Bubble Bobble

Andiamo veramente indietro nel passato, con un titolo che risale al lontano 1986. Protagonisti sono due piccoli draghetti, Bub e Bob, il cui scopo è farsi largo tra i diversi livelli di gioco eliminando e catturando i vari avversari dentro bolle d’acqua. Detta così potrebbe sembrare facile, ma vi assicuriamo che man mano che si procede nel gioco, il livello di sfida tende ad aumentare in modo sensibile, con le diverse tipologie di frutta che si possono raccogliere e la simpatiche lettere con cui formare la scritta Extend e guadagnare così una vita extra. 

Le bolle che si lanciano per il quadro possono poi essere utilizzate anche come base su cui saltare, così da raggiungere piattaforme sopraelevate o sfuggire ai nemici arrabbiati. La bellezza e il divertimento di questo titolo sta nella possibilità di giocarlo tutto insieme a un amico o a vostro figlio. 

Fukio Mitsuji, uno dei programmatori principali del titolo, scelse di impostare e organizzare il gioco anche per il gioco in coppia, visto che al tempo la maggioranza delle sale giochi in Giappone era frequentata da soli uomini. Il gioco in sé poi richiede pazienza, collaborazione e la voglia di aiutarsi per raggiungere i quadri finali, con la possibilità poi di sbloccare anche dei finali alternativi e un livello di difficoltà ancora più difficile e sfidante.

Super Mario World

Ci spostiamo di qualche anno, precisamente il 1990. La console del momento è quel Nintendo Super Nes che è entrato e rimasto nel cuore di moltissimi giocatori. Super Mario World rappresenta quasi sicuramente uno dei massimi rappresentanti del genere platform. Tanti che cercano quale sia il miglior gioco per Nintendo Switch dovrebbero prima fare un giro in questo fantastico mondo che quasi trent’anni dopo sa ancora emozionare e divertire grandi e piccoli. 

Il titolo segna anche l’arrivo di Yoshi, un piccolo dinosauro che aiuterà Mario e Luigi nel corso delle loro avventure per salvare la principessa Peach. Anche adesso la grafica a 16 bit restituisce al meglio tutta la palette di colori e una serie di sfide capaci di divertire e servire anche da palestra per i più piccoli. 

Le musiche poi accompagnano con motivetti orecchiabili ognuno dei quadri che si attraversano, diventando un vero e proprio marchio di fabbrica di un gioco che ancora oggi sa regalare momenti di sano e svagato divertimento.

 

The Legend of Zelda: Link’s Awakening

Uscito nel 1993 per il piccolo e portatile Nintendo Gameboy, il quarto capitolo della famosa serie di Zelda, è stato recentemente ripubblicato per Nintendo Switch, con una grafica rivista e alcune modalità extra per il giocatore. Il taglio di gioco e l’atmosfera di un tempo sono rimasti però inalterati, e sono un viaggio nel tempo perfetto per quei bambini che vogliono avvicinarsi alla serie di Zelda in una nuova veste grafica e sfruttando una console dei nostri giorni. 

Il viaggio del giovane Link comincia con un naufragio sull’isola di Koholint, un luogo ricco di misteri su cui campeggia un enorme uovo gigante che fa capolino sulla grande montagna. Il character design dei personaggi è molto “tondeggiante”, una caratteristica che sembra essere assai gradita ai più piccoli, affascinati da questi personaggi e dalle meccaniche di gioco che puntano sull’esplorazione e la scoperta di nuovi segreti che popolano il luogo. 

Link’s Awakening potrebbe essere il titolo perfetto con cui iniziare a conoscere questa serie, specie per un pubblico di giovani avventurieri desiderosi di farsi strada in compagnia del fidato Link.

 

Sonic The Hedgehog

Il personaggio creato da SEGA nel 1991, divenne al tempo un degno e scattante rivale del Nintendiano Super Mario, sfruttando poi la potenza e la velocità della console Mega Drive. Una volta fatto partire il titolo, ci si trovava a vestire i panni di questo simpaticissimo porcospino di colore blu, con indosso un paio di scarpe da ginnastica. 

La velocità e la capacità di raccogliere monete eliminando al tempo stesso i nemici, era qualcosa di mai visto per l’epoca ma che stranamente funzionava alla grande e divertiva folle di giocatori.

Al giorno d’oggi, ritmo e rapidità d’esecuzione sono diventate specifiche che fanno parte di molti titoli, ma al tempo le cose non andavano proprio così. Per questo Sonic segnò un netto cambio di rotta all’interno dei genere dei platform, con una formula e una serie di livelli capaci ancora oggi di divertire e lanciare un bel guanto di sfida a tanti giocatori. Una perla guizzante da non lasciarsi sfuggire e che saprà catturare i vostri bambini in una maniera tutta sua.

Minecraft

Sono ormai trascorsi dieci anni dal primo lancio di questo gioco di costruzioni, realizzato dal programmatore svedese Markus Persson. Il gioco nel tempo ha subito espansioni, modifiche e ha dato vita anche a diversi spin off. Nella sua versione originale crediamo risieda ancora il fulcro di un’idea vincente e che piace anche ai bambini di oggi. 

Diverse sono infatti le modalità di gioco che si possono provare, da quella Sopravvivenza dove bisogna prestare attenzione a parametri vitali come quello della vita e quello della fama, oppure dedicarsi senza fretta alla modalità Creativa, in cui si possono distruggere senza difficoltà i blocchi e dare libero sfogo al gusto e al desiderio di costruire un proprio progetto o costruzione.

La filosofia alla base di Minecraft è di una semplicità disarmante: offrire a tutti un’enorme scatola degli attrezzi e lo spazio con cui poter dar vita a creazioni in cui la fantasia è veramente al potere, facendo anche i conti con certi limiti imposti dal gioco e ottimizzando così ciò che si va a realizzare. La presenza poi di creature e di una modalità Avventura, donano anche quella spinta in più che funziona da variabile per chi è stanco di stare solo a costruire, ma desidera anche degli obiettivi da affrontare e un qualcosa che assomigli a uno scopo. 

 

 

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