6 cose da sapere prima di cominciare un gioco di ruolo

Ultimo aggiornamento: 28.09.20

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Se avete intenzione di iniziare a giocare a un gioco di ruolo per la prima volta, è meglio essere già preparati: ecco sei cose da conoscere.

 

Spesso abbreviato in gdr, il gioco di ruolo è una delle attività ludiche che ha riscosso maggior successo durante gli anni ’80, e che, non passando mai di moda, viene apprezzato anche oggi, nel nuovo Millennio.

Certo, le strategie, i temi e le tecniche possono anche essere cambiate, ma ci sono alcuni aspetti fondamentali rimasti invariati e che è sempre bene conoscere prima di cimentarsi in questa nuova avventura.

Se si tratta della vostra prima esperienza con il gioco di ruolo, vi servirà conoscere anche la sua storia, cioè il perché e il quando è stato inventato, oltre che la sua evoluzione.

Volete scoprire di più? Allora seguiteci con la lettura dei prossimi paragrafi.

 

Che cos’è il gioco di ruolo?

Definire un gioco di ruolo in breve non è difficile, anche perché il suo nome lo descrive in maniera essenziale, senza nascondere chissà quale segreto. 

In sostanza, si tratta di un’attività ludica che prevede che ogni partecipante finga di essere qualcun altro: c’è chi opta per immedesimare un potente mago capace di guarire e distruggere utilizzando le arti occulte, ma anche altri che invece scelgono di seguire la via delle armi bianche, diventando guerrieri o arcieri.

Questa definizione è sempre la stessa per tutte le tipologie di gioco di ruolo che esistono, da quelli cartacei ad altri invece eseguiti online, perché è la qualità comune che contraddistingue il cosiddetto gdr.

Tutto il resto verrà affrontato nelle righe successive, ma è bene tenere a mente che quando ci si approccia a questo tipologia di attività d’intrattenimento, un elemento che non può mai essere lasciato a casa è la creatività.

Breve accenno storico

Possiamo dire che la madre del gioco di ruolo è la psicologia, perché la prima volta in cui venne utilizzato questo termine è stata nel 1934, per opera dello psichiatra austriaco Jacob Levi Moreno.

Quest’ultimo, dopo aver ideato, provato e perfezionato quella che oggi possiamo definire come “tecnica dello psicodramma”, ha dato il via a una serie di studi portati avanti anche da importanti aziende internazionali.

A tutti gli effetti, solo a partire dagli anni ’70 e con la pubblicazione del celebre Dungeons & Dragons, l’interesse per il gioco di ruolo incrementò, tanto da trasformarsi lentamente in un vero e proprio fenomeno di massa.

Traveller, Call of Cthulhu, Warhammer 40.000 sono solo alcuni dei titoli di gdr da tavolo passati alla storia, e che preannunciarono l’evoluzione ulteriore spinta anche dall’invenzione di World Wide Web.

La crescente popolarità si trasformò ben presto in un evento di portata massima, fino ad arrivare alla pubblicazione, nel 2004, del famoso World of Warcraft, il mmorpg più venduto e giocato del mondo, che solo nel 2010 contò circa 12 milioni di utenti.

 

Le diverse tipologie di gdr

Come già anticipato, il termine gioco di ruolo viene utilizzato in maniera generale per indicare una particolare attività ludica, quindi indistintamente dalle tipologie esistenti, ognuna delle quali, in verità, si distingue per alcuni elementi specifici.

Infatti, in base al mezzo utilizzato per divertirsi, si possono trovare soluzioni cartacee o da tavolo, in cui un gruppo di persone si riunisce a cadenza regolare e con carta e penna, dadi ed eventualmente pupazzi in miniatura, danno vita alla storia.

Esistono anche giochi di ruolo online, il cui mezzo principale è Internet, come suggerisce il nome, e dove, tramite chat apposite e illustrazioni grafiche si possono realizzare e costruire nuove avventure.

Tra questi si trovano anche i cosiddetti mmorpg, in cui l’utente crea il proprio personaggio e vive le storie cercando di riuscire nelle missioni e sviluppando la sua esperienza in un mondo virtuale creato ad hoc.

Infine, possiamo annoverare tra i giochi di ruolo anche quelli dal vivo o larp, derivati anch’essi dai modelli da tavolo e con un approccio più teatrale, in cui chi partecipa si impegna a indossare, muoversi e recitare in ambienti ampi e con sfaccettature adatte con la storia affrontata.

 

Come funziona?

A meno che non scegliate di divertirvi con un videogioco online, per tutte le altre tipologie di gioco di ruolo, affinché siano divertenti e durino a lungo, sono importanti alcuni elementi.

Primo tra tutti, quello che in gergo tecnico si chiama “master”, ovvero colui che potremmo definire come il direttore d’orchestra, perché ha il compito di creare le storie, renderle coerenti e modificarle in base alle scelte di ogni partecipante.

Egli deve anche far rispettare le regole e guidare i giocatori durante tutta la narrazione: per questa ragione bisogna trovare qualcuno che vanta una buona capacità di lavoro di squadra e di creatività.

Altrettanto fondamentali sono gli altri compagni, ma in questo caso, se non avete amici o parenti appassionati del gioco di ruolo, potrete anche scegliere di aggiungervi a gruppi già formati.

Una volta trovati questi due elementi essenziali, per divertirsi servirà creare il vostro personaggio, prendendo familiarità anche con le norme e le tecniche specifiche di ogni attività.

Gli aspetti positivi del gioco di ruolo

Arrivati a questo punto, siamo certi che avrete già le idee più chiare su come si gioca a un gioco di ruolo e, soprattutto, che cos’è questa fantastica attività ludica, ma prima di concludere vogliamo farvi una domanda: vi siete mai chiesti quali sono i suoi benefici?

Sappiamo che il cuore pulsante del gdr è l’interpretazione, quindi l’immedesimazione, e che questo fattore rende tutto più coinvolgente e accattivante, perché in realtà permette di scoprire nuovi aspetti della propria personalità.

Diventando qualcun altro acquisirete anche una maggiore autostima, perché recitare una nuova parte in un ambiente del tutto estraneo, quindi fuori dalla comfort zone, toglie quei paletti che potrebbero invece bloccarvi.

Per questo motivo, il gioco di ruolo aiuta anche a socializzare, ovvero a entrare in contatto con più persone instaurando legami che talvolta si trasformano in vere e proprie amicizie. Potremmo dire che si tratta di un’attività inclusiva, perciò l’ideale da praticare sia da ragazzi, durante l’adolescenza, sia da adulti nel tempo libero.

 

 

 

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