Come saranno i videogiochi del futuro? 4 scenari

Ultimo aggiornamento: 22.09.21

 

L’evoluzione tecnologica fa passi da gigante ogni giorno, anche nell’ambito dei videogame. Vediamo insieme quali possono essere gli scenari degli anni a venire.

 

Immaginare come sarà il futuro è una pratica che appartiene propriamente all’umanità: vi ricorderete senz’altro le illustrazioni che i nostri parenti più lontani avevano realizzato agli inizi del XX secolo, immaginando gli abitanti del 2021 su macchine volanti e con il teletrasporto. Chiaramente nulla di tutto ciò è stato ancora realizzato, anche se l’evoluzione tecnologica continua a fare passi da gigante così velocemente che nemmeno ce ne accorgiamo.

Fino a 100 anni fa era impensabile anche solo dimezzare il tempo di viaggio da una destinazione all’altra semplicemente volando con gli aeroplani: ciò che in questo tempo ha davvero fatto la differenza è stata la curiosità, l’audacia e la voglia di superare i propri limiti. Questo è il mix perfetto che consente all’innovazione di andare oltre, di cambiare il nostro modo di vivere e di sperimentare, di divertirci, di studiare e molto altro.

In tutto ciò non c’è nulla di male nell’immaginare anche come sarà il mondo dei videogiochi tra diversi anni, magari in un futuro in cui potremo avere un robot che fisicamente svolge le pulizie di casa o dell’ufficio, o che magari va a fare la spesa e risponde anche al citofono.

Se davvero potremo avere più tempo a disposizione, significa che chi ora è amante delle console o è sempre alla ricerca dei giochi per Nintendo Wii venduti online, si troverà ad affrontare un nuovo mondo virtuale, fatto di cose che probabilmente non possiamo immaginare.

Ma perché non dare sfoggio alla fantasia, rimanendo con i piedi per terra e seguendo alcune indiscrezioni fuoriuscite dalle principali case di produzione? Ecco perché in questo articolo abbiamo raccolto alcuni scenari futuri che riguardano il mondo dei videogiochi: seguiteci nella lettura. 

 

Storie in cui perdersi

Diciamoci la verità: gli smartphone e i social network ci occupano la maggior parte del tempo in una giornata qualunque, siamo sempre tutti con lo sguardo fisso sullo schermo del telefono, in cerca di stimoli visivi come notifiche push, messaggi di amici e così via. Ciò che si è perso fino a questo momento è il bello di poter ascoltare una storia, una di quelle vere, che coinvolgono e che fanno sembrare la propria quotidianità meno normale, arricchendola di elementi e di spunti da cui trarre ispirazione.

Il primo scenario che su cui vogliamo concentrarci è sicuramente quello meno legato alla tecnologia, cioè che concerne maggiormente un’esperienza, talvolta anche sensoriale, con cui poter finalmente staccare un attimo la spina dal tram tram quotidiano. Ecco perché crediamo che le principali aziende produttrici di videogiochi vogliano puntare sempre di più sul cosiddetto storytelling, cioè sul raccontare una trama approfondita, ordita seguendo principi fondamentali e che lasciano di stucco il giocatore della console.

Pensateci un attimo: oggigiorno non siamo più alla ricerca di un prodotto ma quando scegliamo qualcosa, lo facciamo perché spinti dalla storia che il brand cuce intorno a quel determinato modello.

Una realtà sempre più virtuale

Se da un lato lo storytelling diventerà di essenziale importanza, dall’altro c’è anche un altro punto fondamentale, preso in discussione da game designer e professionisti del settore come Viktor Bocan, di Warhorse Studios. Secondo loro, lo sviluppo dell’industria dei videogiochi non potrà prescindere da quello che chiamano “streaming”, ossia la possibilità di creare una realtà virtuale che dia un valore aggiunto alle opere e non alla storia, soprattutto per quei titolo prettamente strategici o che possono essere giocati in prima persona.

L’unico ostacolo al momento è il costo, perché questo tipo di esperienza non è alla portata di tutti, sia per quanto riguarda il prezzo, sia per ciò che concerne l’usabilità, ma questo immenso pilastro è solo il primo passo per qualunque tipo di innovazione che promette di arrivare alle masse.

Immaginate di poter giocare a Starcraft III oppure a Diablo come se foste dentro l’area di movimento, cioè completamente in prima persona: è probabilmente qualcosa di auspicabile che cambierà il sistema di gioco e che non tarderà ad arrivare nel prossimo futuro.

 

Intelligenza artificiale in continua evoluzione

Il 2030 ci riserva grossi cambiamenti, ricchi di una drastica evoluzione della cosiddetta intelligenza artificiale: questo lo diceva qualche mese fa il presidente di Google Stadia, Phil Harrison. Lo vediamo con Alexa ma anche con altri sistemi che entrano nelle nostre case per cambiare completamente, diventando parte integrante di un sistema di domotica rivoluzionario.

Ma immaginatevi tra qualche anno a discutere con il vostro personaggio su una console, a parlare di quali strategie potreste adottare, dei meccanismi più intelligenti per vincere la missione. Insomma, l’evoluzione dell’intelligenza artificiale nell’ambito videoludico sembra davvero non avere limiti, perciò tutto ciò che possiamo fare è preconizzare un futuro fatto di assistenti virtuali sorprendenti e compagni di squadra realizzati così bene da sembrare reali.

I pilastri su cui si sta investendo

Secondo alcuni studi di settore, le principali aziende che si occupano di videogiochi (Sony, Nintendo e così via), stanno concentrando i loro sforzi sempre di più verso settori diversificati, cercando soluzioni innovative in grado di cambiare il mondo dell’intrattenimento con la console. Anche molte software house suggeriscono che il panorama futuristico di questo ambiente stia andando verso alcune direzioni nuove e che meritano un’esplorazione approfondita, tra cui l’intelligenza artificiale, il cloud gaming e il miglioramento dell’accessibilità, del coinvolgimento.

Guardando con un occhio al passato, sembra che i videogiochi, oggi, abbiano raggiunto una certa maturità tecnica, quindi che non hanno un margine di miglioramento e di espansione. Non c’è cosa più sbagliata, perché gli stessi brand suddetti cercano ogni anno di rivoluzionare la propria offerta, investendo in settori capaci di offrire una maggiore inclusività, fino al momento in cui si dovrà fare il salto ulteriore.

Insomma, i pilastri su cui si giocano le sorti del mercato videoludico sono ben definiti, perciò non resta che sperare nella bravura e nella tenacia degli sviluppatori.

 

 

Vuoi saperne di più? Scrivici!

0 COMMENTI