Le 5 migliori piattaforme per giochi

Ultimo aggiornamento: 28.09.20

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Negli anni alcuni produttori di videogiochi e software house hanno creato piattaforme dedicate alla vendita in digitale di titoli. Scopriamo insieme le più importanti.

 

Il mondo videoludico si è evoluto negli anni, proponendo valide alternative all’acquisto fisico di un videogioco e spalancando le porte a nuove forme con cui ampliare la propria ludoteca. Nelle righe che seguono abbiamo deciso di riunire cinque delle più famose piattaforme dedicate al mondo dei videogiochi. 

 

Steam

In ordine di tempo la piattaforma creata da Valve nel 2003 è quella che ha ormai più anni alle spalle. Nata inizialmente come sistema per supportare e aggiornare i titoli proprietari, nel tempo Steam ha cambiato e ampliato le sue funzionalità, raccogliendo nel 2019 ben 95 milioni di utenti attivi ogni mese. Il cuore pulsante è costituito dall’interfaccia denominata Steam Workshop. Attraverso questo sistema, publishers e sviluppatori indipendenti hanno avuto la possibilità di proporre agli utenti le proprie creazioni, aggiornando contenuti e trovando in questo modo un bacino enorme e una vetrina a livello globale. Capita spesso che un gioco per PC più venduto sia passato da qui e abbia raggiunto un certo successo anche per l’ottima accoglienza ricevuta dalla community di Steam. Inizialmente lanciato per far fronte a problemi di aggiornamento del gioco Counter Strike, questo servizio ha di fatto rivoluzionato il mercato dei videogiochi su computer, funzionando da apripista per il commercio e la distribuzione digitale dei videogiochi. Nel tempo questa politica ha permesso a diversi sviluppatori indipendenti e piccole software house di capitalizzare al meglio le risorse e gli investimenti su un titolo, offrendo così a un vastissimo pubblico quanto creato e guadagnando anche grosse somme da investire in un secondo tempo in progetti di più ampio respiro e portata. Ad oggi, Steam copre circa il 20% del fatturato legato ai titoli per PC ed è disponibile su tutti i sistemi operativi.

Epic Store

Nato nel 2018 per volere dello sviluppatore e producer americano Epic Games, questo store on line ha cominciato a dare qualche altro scossone all’industria legata alla distribuzione dei videogiochi. Il titolo che ha spinto verso questa scelta è stato Fortnite, un gioco che ha catturato e continua a entusiasmare un pubblico vastissimo di videogiocatori. Epic Games scelse di creare una piattaforma proprietaria che funzionasse anche da hub attraverso cui poter lanciare il titolo, cercando così di equilibrare maggiormente il mercato, dominato a suo dire troppo da Steam. Due punti essenziali della sua politica hanno creato reazioni discordanti e contribuito in parte al suo successo. Per prima cosa l’esser riuscita ad accaparrarsi l’esclusiva temporale su alcune grandi uscite, titoli tripla A che attirano e richiamano la curiosità di moltissimi giocatori. In secondo luogo, Epic ha poi scelto di regalare letteralmente agli utenti due titoli ogni due settimane. Una nota decisamente positiva che ha spinto tanti utenti ad ampliare la già lunghissima lista di game da provare, con in più la scusa e la curiosità di un acquisto totalmente free. 

 

GOG

Gli amanti dei vecchi titoli del passato non sempre hanno potuto beneficiare in tempi recenti dei giochi con cui si sono formati durante la loro infanzia. Una situazione legata da una parte all’evoluzione del formato fisico dei giochi e alla questione dei diritti che ognuno di questi titoli portava con sé. Una situazione particolarmente difficile da cui però è nato uno dei servizi di vendita digitale più amato dai giocatori della “vecchia scuola”. L’idea e la necessità di rendere disponibili nuovamente grandi classici di un tempo è stata la molla che ha spinto Marcin Iwiński and Michał Kiciński a fondare quella che molti ora riconoscono come una delle realtà più interessanti in ambito videoludico: CD Projekt. Da questo publisher, che ha avuto i suoi natali nel 1994 proprio per contrastare il fenomeno della pirateria dilagante in Polonia di titoli videoludici stranieri, è nato il servizio GOG, acronimo che sta a significare Good Old Games.

Il catalogo iniziale proponeva infatti titoli Baldur’s Gate, un titolo che nel 1998 raccolse 18.000 unità vendute all’uscita. Accordi in seguito con altri publisher di spicco come Ubisoft hanno poi spianato la strada a GOG, che ora raccoglie non solo vecchie glorie del passato ma anche nuovissimi titoli. Non bisogna infatti dimenticare che la costola creativa di CD Projekt è CD Projekt Red, responsabile di titoli entrati di diritto nella storia, come la serie The Witcher.

 

Origin 

Il publisher Electronic Arts non si è lasciato sfuggire l’occasione di proporre un suo store. Lanciato nel 2011, il servizio integra anche un’interfaccia con cui mettersi in comunicazione con amici e player sparsi per il pianeta. Gran parte del catalogo EA diventa così direttamente accessibile e può essere scaricato diverse volte senza un limite o dei blocchi legati all’utente e al tipo di prodotto. Con l’arrivo poi del servizio Origin Access, EA ha seguito l’esempio di Microsoft che con il suo Game Pass per pc propone un tipo di abbonamento mensile o annuale attraverso cui poter giocare e provare sin da subito e in maniera gratuita un parco titoli ampio e differenziato che va sotto il nome di Vault. 

Itch.io

La realtà dei publisher e degli sviluppatori di videogiochi si è andata sempre più segmentando ed ampliando. In questo nuovo spazio, anche piccoli creativi e progetti con un budget limitato hanno raggiunto spesso una grande visibilità, trovando così anche un successo di pubblico e di vendite. Itch.io rientra in un certo qual modo in questa dimensione più indipendente.

L’idea del suo fondatore, Leaf Corcoran è stata quella di dare spazio a progetti e iniziative in ambito videoludico, con uno store il cui modello di funzionamento seguiva la logica del “pay what you want”. In questo modo ogni piccolo publisher può scegliere e impostare un prezzo e la percentuale che il sito prende, stimolando così una produzione dal basso con standard di qualità e idee tipiche del mondo indie. Si tratta così di una via ulteriore, pensata per supportare e incrementare la varietà della proposta, lasciando allo stesso tempo spazio per chi cerca nuove vie e modi per promuovere un’opera, fissando in modo autonomo tutti i parametri fondamentali per una produzione low budget.

 

 

 

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