Passione retro gaming: i titoli che sono tornati di moda negli ultimi anni

Ultimo aggiornamento: 22.09.21

In questi ultimissimi anni il gaming ha fatto incredibili passi avanti. Oggi possiamo trovare videogiochi che sembrano film, ambientazioni 3D estremamente realistiche con cui interagire e modalità multiplayer online con cui sfidare avversari in tutto il mondo. Ma accanto a questi passi avanti ne è stato fatto qualcuno anche guardando alle spalle, ovvero alla storia ormai quarantennale dei videogiochi. Parliamo del retro gaming, ovvero la riscoperta e la rivisitazione dei giochi che, a cavallo tra gli anni ‘80 e il 2000, hanno scritto la storia di questa forma di intrattenimento. Qui di seguito, quindi, scopriamo quali sono i titoli retrò tornati sui nostri schermi e cerchiamo di capire i motivi di questo successo.

 

Il processo di riscoperta ha investito tutti gli aspetti del gaming, da quello dei device a quello dei giochi. Sul primo fronte hanno riscosso grandissimo successo le console vintage. Sono tornate così sugli scaffali dei negozi la prima Playstation (in versione miniaturizzata), il Sega Mega Drive Mini e il Super Nintendo. Nel secondo caso il “ritorno al passato” ha coinvolto praticamente tutte le categorie di giochi, compresi i grandi classici dell’intrattenimento da casinò anch’essi entrati nel processo di rivisitazione. E così le slot sono state migliorate graficamente, in alcuni casi sono state arricchite da animazioni e mini-giochi oppure da elementi 3D, pur mantenendo intatto il fascino delle prime versioni meccaniche o di quelle, preistoriche, che comparivano sui vecchi PC.

Slot machine, roulette e blackjack non sono gli unici giochi riscoperti di recente. Nell’ultimo periodo sono tornati di moda anche tre titoli che hanno fatto davvero la storia. Stiamo parlando di Pong, Space Invaders e Pac-Man. Il primo è il capostipite dei videogiochi. È stato realizzato nel 1972 e simula una sorta di partita di ping pong con due barrette, controllate da altrettanti giocatori, una pallina e l’obiettivo di spedirla alle spalle dell’avversario. Oggi possiamo trovarlo nella versione vintage per Atari nonché in moltissime piattaforme di gioco su internet. Il secondo è del 1978 ed è letteralmente un pezzo di storia del gaming. Per la prima volta, a bordo di una sorta di carro armato, si potevano sfidare orde di alieni e impedire loro di atterrare sulla Terra. Oggi è possibile divertirsi sia con le versioni rivisitate di Space Invaders, sia ritrovando il titolo originale sui siti Internet dedicati al retrogaming. Pac-Man è invece il gioco che ha rivoluzionato tutto ciò che significa videogioco: ha popolato i cabinati di mezzo mondo e le console più in voga negli anni ’80, ha dato vita a un merchandising infinito e, ancora oggi, è considerato una vera e propria icona pop. Anche in questo caso le occasioni per riscoprirlo sono molteplici… anche se avremo nostalgia dei vecchi gettoni.

Ma forse il momento in cui i videogiochi sono diventati un fenomeno di massa è il decennio a cavallo tra il 1985 e il 1995. A metà degli anni ‘80 uscì infatti il primo capitolo della saga di Super Mario per Nintendo 8 bit. Grafica primitiva, certo, ma divertimento assicurato e difficoltà crescente: questo gioco ha trasformato l’idraulico di origine italiana nel personaggio simbolo del gaming e ha dato vita a una serie di episodi che dura ancora oggi e che ha contribuito a fare la fortuna (anche in termini economici) di Nintendo.

Sempre restando in tema di giochi realizzati dall’azienda giapponese, quattro anni dopo Mario arrivò il Game Boy, una delle prime console portatili in assoluto. E compreso nel prezzo c’era anche un gioco destinato a dar vita al filone dei puzzle game: Tetris. Da quell’anno a oggi i titoli di questo tipo si sono evoluti ma il gioco dei blocchi è rimasto uguale a se stesso e ancora oggi possiamo trovarlo in versioni aggiornate graficamente ma che non cambiano di una virgola il coinvolgente gameplay.

Proseguendo il nostro viaggio nel tempo, nel 1991 venne inaugurata l’epopea dei picchiaduro. E il merito è quasi tutto di Street Fighter II. Negli anni ‘90 era impossibile non entrare in una sala giochi senza trovare il cabinato con Ken e Ryu e tutti i personaggi storici della saga. Tekken e tutti gli altri giochi analoghi non sarebbero esistiti senza Street Fighter.

Dopo due anni anche un altro genere si impose all’attenzione degli appassionati: gli sparatutto in prima persona. Il primo in assoluto fu Doom che vide la luce nel 1993. Per la prima volta l’azione avveniva con una visuale in soggettiva, il che rendeva i combattimenti coinvolgenti e realistici come non mai. Ma non solo: lo sparatutto creato dalla geniale mente di John Romero e John Carmack fu anche il primo gioco a presentare elementi di grafica 3D e la modalità multiplayer. Tutte novità che avremmo imparato a conoscere bene negli anni successivi.

 

 

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