Quali possono essere i danni della dipendenza da videogiochi?

Ultimo aggiornamento: 28.09.20

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Studi di settore e analisi scientifiche si interessano da anni del fenomeno videoludico e delle possibili derive che una pratica eccessiva possa generare in soggetti diversi.

 

Il mondo dei videogiochi ha coinvolto negli anni sempre più utenti, oltrepassando i classici generi e rinnovandosi in una dimensione che unisce il divertimento online a quello offline. 

Purtroppo non mancano anche certi effetti dannosi che uno scorretto uso è capace di provocare.

 

Quando si parla di dipendenza

L’organizzazione mondiale della salute ha visto negli ultimi anni accostare la categoria dei videogiochi e un utilizzo esagerato del supporto, accanto ad altri risultati nefasti collegati al mondo delle scommesse online. Entrambi i mondi infatti pur nascendo da un desiderio di svago possono portare in alcuni casi a conseguenze nefaste sulla salute di chi cade in una spirale dannosa. 

Si tratta in sostanza di uno sconvolgimento degli equilibri nella vita di una persona, indipendentemente dai giochi per PC venduti online o dalla tipologia di titolo a cui si sta giocando. Uno dei primi danni sta tutto qui, in un progressivo allargamento dello spazio occupato dal videogioco nei pensieri dello stesso giocatore, oscurando progressivamente altri elementi, come la socialità con gli altri. Si vede così come quello che può e deve rimanere uno svago, un diversivo che occupa alcune ore e momenti diversi della vita di una persona, allunghi un’ombra minacciosa su tutto il resto.

Effetti sulla vita di ogni giorno

Uno dei segnali di cui è bene tenere conto sta nell’osservazione del soggetto o nell’autoanalisi. Nel momento stesso in cui il pensiero del gioco assale in modo eccessivo la realtà circostante, oscurando e facendo dimenticare progressivamente impegni precedenti, interessi collaterali e tutte le altre attività che possono convivere benissimo con un uso moderato del medium, allora un qualche campanello d’allarme è bene che inizi a suonare.

In un certo senso, è a partire dal momento stesso in cui non si sta più videogiocando che i primi sintomi di una dipendenza possono cominciare a mostrarsi. L’incapacità di staccarsi, sia fisicamente sia mentalmente dalla situazione di gioco o dal piacere che pensiamo di ritrovare solo all’interno di quello scenario virtuale, costituiscono una cornice inquietante e poco sana che è bene riconoscere ed affrontare.

 

Impatto sulla salute dell’utente

Al di là degli effetti anche molto forti che si possono generare sulla psiche dell’individuo, il discorso di una dipendenza patologica rispetto al videogioco, ha effetti deleteri anche sul piano fisico. Sedentarietà e una certa trascuratezza possono infatti portare anche a patologie che riducono nel tempo la mobilità e la reattività muscolare anche in soggetti giovani. L’assunzione di bevande eccessivamente zuccherate o di cibo spazzatura, costituiscono a volte un certo tipo di menù del gamer. Comodi da consumare, forniscono una scorta energetica che può tornare utile a seguito di un’intensa sessione di gioco. 

Come tessere di un domino, alcuni pezzi si collegano così ad altri, innescando una reazione che incide e influenza negativamente altri aspetti della vita della persona. Stare troppo seduti, sia per lavoro, sia per svago non porta a risultati positivi per quella categoria di persone che già soffrono di patologie pregresse. 

A un incremento dello spazio occupato nella mente dal videogioco, si assiste a una progressiva diminuzione quando non all’abbandono di certi aspetti della realtà, formando così quasi una “bolla” che isola il giocatore e va a coprire tutto l’orizzonte delle possibilità.

 

Sottovalutare gli effetti

Un altro elemento che indica l’importanza del problema sta anche nel sottostimare e coprire in tutti i modi l’importanza e il rilievo assunto dalla questione. Magari da parte dell’utente c’è una giusta presa di consapevolezza del problema, a cui però non fa seguito un reale cambiamento né una modifica dei rapporti tra vita reale ed esperienza di gioco. 

Come le onde che si propagano, gli effetti sulla vita di tutti i giorni possono sembrare minimi, ma la mancata attenzione a scuola o in famiglia e un’assenza o apatia rispetto a tutto ciò che ci circonda sono chiari indizi di un qualcosa che va affrontato con le giuste misure.

Il dialogo e la voglia di superare il problema coinvolgono non solo il diretto interessato ma anche parte della comunità di persone ed affetti che lo circonda. In sé il videogioco non ha nulla di negativo, ma un uso eccessivo e un voler tornare continuamente a una realtà diversa da quella di ogni giorno, vanno moderati e riconosciuti come temporanei squilibri rispetto a un ordine più ampio delle cose.

Perdita e riduzione dei rapporti umani e interazioni sociali

In molti cercano e trovano in certe comunità videoludiche, specie online, un supporto e un tipo di amicizia e accettazione che non sempre avvengono o si realizzano con la stessa facilità rispetto a questi spazi virtuali. In alcuni casi, l’esplorazione e la frequentazione di questi spazi possono anche servire da stimolo o da supporto di fronte a certi momenti della vita, ma non possono e non devono cancellare il resto. Il mondo degli affetti non è di certo un universo semplice e l’essere feriti può spingere a rifugiarsi altrove. 

Nel momento stesso però in cui non si tenta in alcun modo di trovare e nutrire il nostro lato sociale, considerando a priori inutile tutto il mondo al di fuori di uno schermo, allora la situazione comincia a presentare certe problematicità che è opportuno affrontare, anche se dolorose.

Non spetta a noi proporre soluzioni, quanto piuttosto indicare alcuni elementi che possono funzionare da segnalatore silenzioso di un problema o un disagio. Il riconoscimento e l’accettazione sono due step fondamentali per iniziare a guardare in faccia la questione, cercando un aiuto in chi ci sta intorno o presso persone e strutture dedicate al tema. 

In questo modo si innesca un processo di scardinamento e cambio di prospettiva, un piccolo passo di grande importanza per chi è stanco di dipendere da qualcosa che gli sta togliendo altro. La passione per un videogioco e per le sensazioni che un titolo è capace di darci, non possono e non devono escludere altre parti di noi, il nostro rapporto con la realtà e le connessioni che stabiliamo con gli altri, nonostante possano essere spesso difficili e problematiche.

 

 

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